L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto dignità di metodo terapeutico ai fiori di Bach, già da alcuni anni.
La floriterapia introdotta ufficialmente da Edward Bach nel 1937, pone al centro della propria attenzione, secondo gli antichi insegnamenti di Ippocrate, l’uomo e non la malattia.
Dell’uomo lui coglie e studia le emozioni, ne codifica il linguaggio e scopre quanto le essenze floreali possano essere una straordinaria terapia per curare ogni stato d’animo negativo.
Bach cerca di sopperire al disinteresse della medicina tradizionale per l’aspetto emozionale.  Intuisce che gli stati emozionali della persona sono un fattore fondamentale da considerare se si voglia operare per la conservazione o per il ripristino dello stato di salute, inteso come uno stato di benessere fisico, psichico e sociale.
Secondo lui è perché non assecondiamo la nostra anima che ci ammaliamo
La floriterapia propone, grazie a Bach, l’introduzione di un sistema terapeutico basato sulla somministrazione di essenze floreali, capaci di facilitare il passaggio da una disposizione d’animo o da uno stato emozionale negativo a una condizione positiva di equilibrio dell’anima e delle emozioni.
* Caratteristica della metodica di questa terapia è l’assoluta semplicità della sua applicazione. Bach stesso soleva dire: “ Voglio rendere semplice questo metodo: quando ho fame, vado nell’orto e raccolgo un cespo di lattuga; quando sono spaventato e malato assumo una dose di Mimulus o di qualche altro rimedio, secondo i casi.”  
Ogni rimedio quindi è proposto per un particolare stato d’animo e suggerito per persone con particolari caratteristiche di carattere o patologiche.
Nella floriterapia è molto importante innanzitutto ascoltare la persona per conoscerla e capire a quale tipologia appartiene, quale sia la sua personalità, quale sia il suo stato d’animo più superficiale, a cosa sia legata l’ansia che procura, per esempio, il mal di testa, per poter così individuare il rimedio adatto.

 

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